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STRESS LAVORO CORRELATO E TECNOSTRESS
2014-12-01

STRESS LAVORO CORRELATO E TECNOSTRESS

Le patologie e i disturbi psicosociali dei digital workers

A inizio ottobre Francesco Naviglio, Segretario Generale di AiFOS, in occasione del convegno “Lo stress lavoro correlato”, organizzato a Pescara proprio dall’associazione che coordina, aveva ufficialmente annunciato l’avvio della Campagna Europea della Sicurezza per l’anno 2014-2015. Con l’approvazione dell’INAIL, riconosciuto quale focal point italiano dell’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (EU-OSHA), tema centrale a cui gli operatori del settore si dedicheranno nel corso dei prossimi dodici mesi sarà lo Stress Lavoro Correlato.

La necessità di focalizzare l’attenzione su una tematica ancora così poco esplorata emerge da recenti dati raccolti in funzione della Campagna Europea. Apparentemente, lo stress è il secondo problema di salute legato al lavoro più frequente in Europa e causa oltre la metà delle giornate lavorative perse.
Dalla ricerca è inoltre emerso che:

  • 51% dei lavoratori europei ritiene che lo SLC sia presente nel proprio luogo di lavoro
  • 66% dei lavoratori europei ritiene che lo SLC sia da attribuire a un eccessivo carico di lavoro
  • 4/10 lavoratori pensano che lo SLC non sia ancora adeguatamente trattato nella propria azienda.

Per questo la Campagna del prossimo anno avrà il titolo di “Insieme per la prevenzione e la gestione dello Stress Lavoro Correlato.” AiFOS, che è stata riconosciuta da INAIL quale partner ufficiale della Campagna Europea, ha costituito un gruppo di lavoro sul tema per elaborare riflessioni e proposte e organizzare momenti formativi, convegni e seminari. Gli obiettivi sono sensibilizzare circa il problema crescente dello SLC e dei rischi psicosociali, fornire e promuovere l’uso di strumenti semplici per la gestione di questi rishci e evidenziare le positive conseguenze di una loro corretta prevenzione e un’adeguata gestione.

Il gruppo di lavoro che AiFOS ha assemblato ha già realizzato una prima iniziativa, mettendo a punto un Questionario per promuovere strumenti e indagini utili al posizionamento della valutazione dello SLC sul territorio nazionale. Il Questionario consentirà di meglio comprendere come i lavoratori percepiscono lo stress lavoro correlato e quali attività le aziende già adottano per contenerlo o gestirlo.

In particolare, poi, AiFOS ha deciso di dedicare una speciale attenzione alle tematiche del tecnostress lavoro correlato e della dipendenza da Internet. Il termine, coniato dallo psicologo Craig Brod, indica una patologia derivante dall’uso eccessivo e simultaneo di informazioni veicolate dai device (pc, tablet, smartphone) che ormai sono diventati un normale strumento di lavoro e di vita quotidiana. I lavoratori che usano almeno due device mobili, spesso in multitasking (ovvero passando di frequente e repentinamente da un’attività all’altra) fin’anche a dieci ore al giorno e che sono sempre connessi si trovano a rischio tecnostress. In Italia si contano almeno 7,3 milioni di lavoratori digitali (o “mobile workers”). 1,8 milioni è a rischio tecnostress.

La tecnologia ci richiede di pensare, elaborare informazioni e risolvere problemi più velocemente. Le nostre teste diventano come computer senza più memoria per processare le informazioni e il rischio è il tilt. Che per un lavoratore corrispondono a mal di testa, ansia, ipertensione, calo della concentrazione, insonnia, attacchi di panico, depressione, vertigini, alterazioni comportamentali disturbi cardiocircolatori e gastrointestinali, stanchezza cronica.

Per questo AiFOS ha deciso di concentrarsi sul nuovo rischio lavorativo che il sovraccarico informativo e cognitivo introduce, alterando le funzioni cerebrali, incidendo sulla salute dei lavoratori e modificando l’organizzazione del lavoro.