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COVID-19

Scopro di essere un contatto stretto o un caso positivo: possibili scenari!

NOTA BENE:

  • rientro al lavoro:  deve sempre prevedere TAMPONE NEGATIVO e giudizio del medico competente.
  • rientro in collettività (normale cittadino): può avvenire secondo lo schema sotto riportato.

Cosa significa CONTATTO STRETTO ?

  • na persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti (es. in PAUSA PRANZO)
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei
  • un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei
  • una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19;
  • sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

Gli operatori sanitari, sulla base di valutazioni individuali del rischio, possono ritenere che alcune persone, a prescindere dalla durata e dal setting in cui è avvenuto il contatto, abbiano avuto un'esposizione ad alto rischio.

Sono un TITOLARE, mi telefona un mio lavoratore DICENDOMI CHE È POSITIVO, cosa devo fare?

  • identifica i CONTATTI STRETTI
  • identifica in QUALI LOCALI è stato
  • SANIFICA (se hai i requisiti) oppure fai sanificare gli ambienti seguendo le indicazioni della circolare n°5443 del 22 febbraio 2020
  • attendo una COMUNICAZIONE DA PARTE DELL’AZIENDA SANITARIA - ATS

In una attività di COMMERCIO AL DETTAGLIO come calcolo il massimo NUMERO MASSIMO di clienti AMMESSI ALL'INTERNO?

Calcolo il numero in funzione dell’obbligo di garantire il distanziamento di 1 metro da tra le persone tenendo conto anche i corridoi di entrata ed uscita per clienti e personale.

Nel calcolo non considero il numero dei lavoratori dell’attività

Cosa succede quando un LAVORATORE scopre di essere POSITIVO?

Il lavoratore non deve recarsi al lavoro, deve avvertire l'azienda attraverso comunicazione al titolare o all'ufficio del personale o attraverso il proprio responsabile.

Il lavoratore fornisce tutte le informazioni per iniziare a definire i contatti stretti.

L'azienda deve disinfettare gli ambienti ove è stato il lavoratore (come da Circ. 5443 del 22.02.2020 del Min. Salute).

Il lavoratore deve aspettare in isolamento le disposizioni da parte del Medico del Lavoro o dall’ATS.

E’ la ATS a comunicare al Datore di Lavoro le disposizioni da prendere.

E’ la ATS a ufficializzare i contatti stretti.

Sono OBBLIGATO A FARE IL TAMPONE a tutti i lavoratori se uno RISULTA POSITIVO?

No, I lavoratori non sono obbligati a fare il tampone

L’azienda territoriale sanitaria (ATS) può obbligare l’esecuzione dei tamponi ai lavoratori

E' possibile STARE SU UNA AUTOVETTURA aziendale IN DUE O PIU' PERSONE ?

Si, solo se tutte le persone indossano dispositivi di protezione delle vie respiratorie e/o mascherina chirurgica e rispettano la distanza di un metro (tra presone non conviventi)

Ricordardi di favorire l’areazione naturale   

L’obbligo di indossare la mascherina può essere derogato nella sola ipotesi in cui la vettura risulti dotata di un separatore fisico (plexiglas) fra la fila anteriore e posteriore della macchina, essendo in tale caso ammessa la presenza del solo guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero per la fila posteriore.

Tuttavia nessuno di questi limiti si applica se i mezzi sono utilizzati solo da persone conviventi.

Come si calcola la QUARANTENA?

NUOVI TERMINI PER ISOLAMENTO E QUARANTENA:

CASI POSITIVI ASINTOMATICI: Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test).  

CASI POSITIVI SINTOMATICI: Le persone sintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test)

 

sono un lavoratore: mio MARITO-MOGLIE-FIGLIO-FIGLIA (CONVIVENTE)  viene messo in “isolamento al domicilio” in quanto CONTATTO STRETTO  di caso COVID-19
(es. compagno di classe o compagno di sport)

Il lavoratore puo recarsi al lavoro

Il lavoratore non è obbligato a dare informazioni all’azienda, può comunicarlo a sua libera scelta

Non deve effettuare tamponi o test antigenici

Formazione

Come faccio ad iscrivermi ai corsi di Gruppo Sfera Srl?

Potete contattarci telefonicamente al numero 039.92.17.184

Oppure via e-mail al nostro Resp. Formazione (chiarapilloni@grupposferasrl.it

Qual è il fine ultimo dei corsi di formazione sulla sicurezza?

Il D.Lgs. 81/2008, contempla la formazione, l’informazione e l’addestramento come dei percorsi necessari che devono seguire i lavoratori per apprendere le regole e le metodologie che fanno parte del sistema prevenzionistico.

Lo scopo principale di questi percorsi formativi è insegnare ai lavoratori quel complesso di nozioni e procedure indispensabili, finalizzate al conseguimento di quelle capacità che permettono agli stessi di lavorare sia riducendo i rischi, sia tutelando la sicurezza personale.
Con l’informazione i lavoratori imparano a riconoscere, e di conseguenza a ridimensionare e a controllare, i rischi presenti in azienda. Infine tramite l’addestramento i dipendenti si esercitano ad utilizzare in modo pratico e corretto le attrezzature, i macchinari, i dispositivi e tutte le strumentazioni che servono per le fasi di lavoro o per gli interventi resi necessari dalle situazioni di rischio.

Quali sono i corsi di formazione obbligatori?

I corsi inerenti le tematiche di salute e sicurezza sul lavoro sono tutti obbligatori in base alla mansione e al ruolo (dirigente per la sicurezza, preposto) svolti dal lavoratore. È prevista per tutti i lavoratori una formazione generale di 4 ore indistintamente dall’attività svolta. Va a questa aggiunta una formazione specifica con monte ore variabile da 4, 8 oppure 12 ore in base al livello di rischio attribuito alla mansione.   

Inoltre all’interno dell’azienda dovranno essere individuati un numero sufficiente di addetti alla prevenzione incendi e al primo soccorso i quali dovranno essere adeguatamente formati, informati e addestrati.

Come individuo il monte ore dei corsi a me idoneo?

Formazione specifica 4, 8, 12 ore in base al codice ATECO e alla mansione

Formazione RSPP Datore di Lavoro 16, 32, 48  ore in base al codice ATECO

Formazione Addetto alla Prevenzione Incendi 4, 8, 16 ore in base al codice ATECO. Se l’azienda è soggetta a CPI (Certificato di Prevenzione Incendi) 16 ore

Formazione Addetto al Primo Soccorso 12, 16 ore in base al gruppo tariffario INAIL

Formazione per utilizzo di attrezzature definito dall’Accordo Stato Regioni 21.02.2012

Il Codice ATECO è riportato sulla Visura Camerale; il Gruppo Tariffario INAIL potete richiederlo al vostro commercialista; entrambi sono infine reperibili nella sezione del DVR dove sono riportati i dati societari. 

Entro quali tempistiche vanno svolti i corsi interi per i nuovi lavoratori? E gli aggiornamenti?

I nuovi assunti devono essere formati entro 60 giorni dalla data di assunzione.

I corsi di aggiornamento vanno effettuati prima della data di scadenza riportata sull’attestato

A chi si rivolgono i corsi di formazione per la sicurezza?

I corsi di formazione devono essere svolti da tutti i lavoratori. Come riportato nell’Art. 2 del D.Lgs 81 per lavoratore si intende una persona, che indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendistato, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Anche il socio che lavora in azienda è considerato lavoratore. 

Cosa comprende il costo del singolo corso svolto c/o la sede di Gruppo Sfera Srl?

Aula formazione

Docenza

Coffe break (1 per  corsi di mezza giornata, 2 per corsi che occupano la giornata intera)

Pranzo c/o il ristorante Mastroianni per corsi che durano l'intera giornata 

Eventuale prova pratica

Materiale didattico e di consumo

Attestato di frequenza emesso da Gruppo Sfera (più attestato di frequenza emesso dalla ASL per i corsi RSPP Datore di Lavoro e Modulo A, B e C)

Quali corsi possono essere svolti in modalità e-learning?

E' prevista la modalità e-learning, fruibile direttamente a pc, per i seguenti corsi, come da punto 3 dell'Accordo Stato Regioni (ASR) del 21/12/2011:

Formazione Generale 4h

Formazione Dirigenti 16h

Formazione Preposti - le sole prime 4h (argomenti da 1 a 5 del punto 5 dell'ASR)

Aggiornamento dei Lavoratori 6h

Aggiornamento Preposti 6h

Aggiornamento Dirigenti 6h

RSPP Datore di Lavoro - soli moduli 1 (normativo) e 2 (gestionale)

Consulenza

Quali sono i DOCUMENTI che il medico competente deve rilasciare all'azienda?

Lettera di nomina firmata da Medico Competente e Datore di Lavoro

Protocollo di Sorveglianza Sanitaria

Verbale di Sopralluogo degli ambienti di lavoro

Idoneità alla mansione - per i lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria

 

Ogni quanto va ripetuta la valutazione dei rischi derivanti da agenti fisici?

La valutazione dei rischi da agenti fisici (rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali, ecc.) va ripetuta almeno ogni 4 anni, o comunque in caso di mutamenti dei macchinari, delle tecnologie utilizzate o di particolari risultati della sorveglianza sanitaria.

Che cosa è il DUVRI?

Il DUVRI è il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (art. 26 D.Lgs. 81/2008) che deve essere elaborato dal datore di lavoro committente. Per “interferenza” si intende qualsiasi evento rischioso che possa verificarsi tra ditte diverse che operano nello stesso cantiere, oppure tra il personale del committente e quello dell’appaltatore, ad esempio un’azienda che affidi in appalto lavori di manutenzione. Il duvri è allegato al contratto d’appalto e va adeguato in funzione dell’evoluzione dei lavori, servizi e forniture. Tale documento prevede: la valutazione dei rischi da interferenze; l’importo del costo della sicurezza, inteso come il costo delle misure adottate per limitare le interferenze; il sopralluogo dei locali interessati alle lavorazioni.

Come si può modificare o cancellare la nomina del proprio RLS?

Il datore di lavoro, avvalendosi eventualmente del proprio consulente del lavoro, può modificare o cancellare il nominativo dell’RLS tramite la procedura on-line accessibile dal sito dell’INAIL (Punto Cliente). Nel caso l’azienda fosse sprovvista di RLS, ne sarà nominato uno territoriale, che viene retribuito 2 ore di lavoro all’anno per ogni lavoratore dell’azienda.

Come si elegge il RLS?

Nelle aziende, o unità produttive, che occupano fino a 15 lavoratori il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo; invece nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda o, in loro assenza, dai lavoratori dell’azienda al loro interno. Il numero dei rappresentanti è stabilito in sede di contrattazione collettiva, ma in ogni caso è indicato un numero minimo in base al totale dei dipendenti e precisamente: un rappresentante nelle aziende o unità produttive sino a 200 dipendenti; tre rappresentanti nelle aziende o unità produttive da 201 a 1000 dipendenti. sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unità produttive.

 

Il DVR deve essere inviato agli organi competenti?

No, il Documento di Valutazione dei Rischi va conservato in azienda, a disposizione degli organismi competenti in caso di controlli o ispezioni.

Quando va aggiornato il DVR?

Il Documento di Valutazione dei Rischi deve essere aggiornato qualora vi siano modifiche all’organizzazione aziendale o al processo produttivo tali da poter influire sullo stato di salute e sulla sicurezza dei lavoratori, o a seguito di gravi infortuni oppure se il medico competente ne rileva la necessità. Dopo la rielaborazione del testo, le misure di sicurezza e prevenzione vanno aggiornate di conseguenza.

Cos’è il Documento di Valutazione dei Rischi?

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), secondo l’art. 18 del D.Lgs. 81/2008, è quel documento che serve per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e dimostrare agli organi di controllo l’avvenuta valutazione dei rischi per tutelare la salute dei lavoratori. La redazione del DVR deve seguire criteri precisi e deve possedere dei requisiti specifici; in particolare deve contenere una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa e tutti gli interventi per eliminare, ridurre o controllare i rischi e i pericoli presenti all’interno dei luoghi di lavoro. Nel DVR deve essere esplicita l’indicazione del nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) o di quello territoriale e del Medico Competente (ove previsto). Queste figure devono partecipare alla valutazione dei rischi e alla stesura del DVR, in collaborazione con il Datore di Lavoro.

 

Il Datore di Lavoro quali figure della Sicurezza è tenuto a nominare?

Il datore di lavoro è tenuto a nominare un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) ed eventuali addetti, il Medico Competente, ove previsto dalla normativa, e un adeguato numero di addetti al Primo soccorso e all’Antincendio, in base al rischio e alle dimensioni aziendali. I lavoratori hanno il diritto di eleggere un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS): qualora quest’ultimo non venga eletto, viene designato automaticamente un rappresentante per la sicurezza territoriale.

In imprese con oltre cinque lavoratori, il Datore di Lavoro deve designare dei lavoratori per l’adempimento dei compiti di primo soccorso, di prevenzione incendi e di evacuazione o può svolgerli direttamente?

Con il D.lgs. 151/15 viene abrogato il comma 1-bis dell'art. 34 del D.lgs. 81/08 e viene modificato il comma 2 bis dello stesso articolo. Con queste modifiche nelle aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori, in quelle agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori, nelle aziende della pesca fino a 20 lavoratori, e nelle altre aziende fino a 200 lavoratori (fatti salvi i casi di cui all'articolo 31, comma 6 del D.Lgs 81/08), il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, di prevenzione incendi e di evacuazione. Si tratta ovviamente di una possibilità e non di un obbligo, e spetta al DdL valutare se tale scelta garantisca, nel suo contesto, la miglior efficacia.

Cosa succede se a seguito di un controllo degli Enti Ispettivi (ex: ASL) come Azienda risultate “non in regola”?

Se durante un’ispezione si accertano delle violazioni, verranno date delle prescrizioni affinché l’irregolarità venga eliminata, indicando tempi e modi di correzione nel verbale di ispezione. Si comunicherà comunque la violazione alla Procura della Repubblica; qualora al ricontrollo l’irregolarità risulterà eliminata, il contravventore dovrà pagare una somma pari ad un quarto del massimo previsto per tale violazione. La mancata regolarizzazione o il mancato pagamento daranno avvio ad un procedimento penale.

Medicina

Che DURATA ha l'idoneità emessa dal Medico Competente?

A seguito della visita al lavoratore il medico conferisce una determinata periodicità all'idoneità rilasciata.

Per la maggior parte dei lavoratori la periodicità è annuale (anche se talvolta alcuni singoli esami vengono rifatti con cadenza biennale o triennale).

Normalmente coloro che in sede di visita medica devono presentare anche esami ematici avranno una periodicità annuale. 

Per gli impiegati può variare da biennale a quinquennale a seconda dell'età, dell'uso o meno di lenti a contatto ed occhiali o altre patologie.

La periodicità conferita è comunque a discrezione del medico che può così tener monitorata la situazione del lavoratore secondo le proprie considerazioni. 

Cosa comprende la Sorveglianza Sanitaria?

Secondo l'art. 41 del D.Lgs. 81/08 la Sorveglianza Sanitaria comprende:

Visita medica preventiva/preassuntiva (fatta prima di collocare a propria mansione specifica il lavoratore);

Visita medica periodica (per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica);

Visita medica su richiesta del lavoratore (qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell'attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica);

Visita medica in occasione del cambio della mansione;

Visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente (art. 229 D.Lgs. 81/08 - agenti chimici, cancerogeni e mutageni; art. 259 D.Lgs. 81/08 - amianto)

Dove possono svolgersi le visite mediche?

Le visite mediche possono svolgersi:

c/o l'azienda cliente, che si impegna a mettere a disposizione del medico una sala idonea alle visite, dove lo specialista possa sistemare il proprio lettino e tutta la strumentazione necessaria;

c/o Gruppo Sfera Srl (sedi di Barzanò e di Milano), che hanno una sala medico adibita esclusivamente a tale attività;

c/o lo studio del Medico Competente, nei soli orari di visita garantiti.  

Cos’è il giudizio di idoneità alla mansione specifica ?

Sulla base dei risultati degli accertamenti medici previsti in corso di sorveglianza sanitaria, il medico competente esprime uno dei seguenti giudizi di idoneità alla mansione specifica (art. 41, comma 6):

Idoneità alla mansione specifica all’espletamento dell’attività lavorativa, senza la necessità di interventi correttivi su ambiente, organizzazione del lavoro e uomo.

Idoneità alla mansione specifica con prescrizioni: quando l’esposizione ad alcuni rischi può essere consentita, in alcuni lavoratori che hanno particolare suscettibilità verso quei rischi, solo con particolari precauzioni, ad es. mediante l’uso di dispositivi di protezione individuale specifici (DPI).

Idoneità parziale, temporanea o permanente

Idoneità alla mansione specifica con limitazioni: quando vengono esclusi alcuni compiti previsti nella mansione.

Inidoneità, temporanea o permanente determinata da condizioni patologiche che impediscono lo svolgimento della mansione lavorativa.

Cosa bisogna fare per iniziare la Sorveglianza Sanitaria?

Chi avesse necessità di iniziare la sorveglianza sanitaria può contattarci per nominare un Medico Competente che si assume la responsabilità della redazione di un piano di sorveglianza sanitaria nel quale, oltre alle mansioni per le quali è prevista la visita, sono definite le periodicità e gli accertamenti complementari che la nostra struttura è in grado di supportare per un servizio completo a 360°.  

Se una azienda ha pochi dipendenti, è tenuta a fare le visite mediche ai propri lavoratori?

Tutte le aziende, anche con un solo dipendente, sono tenute all’esecuzione delle visite mediche nel caso sussistano rischi per la salute previsti dal D.Lgs 81/2008 e s.m.i., e per i quali nell’ambito della valutazione dei rischi aziendali sia stata prevista la sorveglianza sanitaria.

 

Il Datore di Lavoro deve essere sottoposto a visita medica?

Il Datore di Lavoro di una qualsiasi impresa non è soggetto a sorveglianza sanitaria in quanto l’obbligo di tutela stabilito dal D.Lgs 81/2008 e s.m.i. nasce per tutti coloro siano identificati come lavoratori ovvero coloro che prestano la loro opera anche a titolo gratuito nell’ambito dell’esercizio di un’attività privata o pubblica. Pertanto sono considerati lavoratori i dipendenti, i soci lavoratori, gli apprendisti, i volontari, i tirocinanti ecc. Rimangono esclusi solo gli addetti ai servizi domestici ed i collaboratori familiari (beninteso se questi collaboratori familiari sono all’interno dello stesso nucleo familiare del Datore di Lavoro stesso/Titolare dell’impresa familiare)

La visita medica programmata dal datore di lavoro è obbligatoria?

Il lavoratore deve sapere che è obbligato a sottoporsi, con le periodicità che gli vengono comunicate, alle visite e alle indagini che il medico ritiene necessarie. Occorre ricordare che l’articolo 20 del D. Lgs. 81/08, relativo agli obblighi dei lavoratori, richiede che gli stessi si sottopongano ai controlli sanitari previsti nei loro confronti, a fronte di sanzione monetaria o detentiva.

PILLOLE DI PRIVACY

A CHI POSSO COMUNICARE CHE UN MIO LAVORATORE E' COVID19 POSITIVO?

CONSERVAZIONE DATI EMERGENZA COVID

LA VIDEOSORVEGLIANZA

MINIMIZZAZIONE DEI DATI

INFORMATIVA

TRATTAMENTO DEI DATI

E-MAIL

RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO

I DATI SENSIBILI

COVID-19 E PROTEZIONE DATI