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SUSTAINABLE PREVENTION: UNA VISIONE GLOBALIZZATA
2014-10-20

SUSTAINABLE PREVENTION: UNA VISIONE GLOBALIZZATA

La sicurezza sul lavoro nel 2.0(14)

Network.

È senza ombra di dubbio questa la parola chiave intorno al quale si sta già da tempo sviluppando il contemporaneo mondo globalizzato. Dalla rete informatica a quella sociale, crescere, progredire e comunicare si sono trasformate in attività che, se svolte da soggetti singoli, si consumano in un istante, senza soluzione di continuità. Le numerose e sempre diverse complessità che emergono e le nuove responsabilità rendono il mondo un luogo inadatto agli individualismi. E questo è vero in ogni settore, per qualunque disciplina. Anche in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

È stato proprio questo il tema cardine del XX Congress of Safety and Health at Work, che si è svolto a Francoforte dal 24 al 27 agosto. L’emergere della sempre più evidente necessità di fare network, fare rete. Una rete che ormai non può più rimanere circoscritta all’interno dei confini nazionali, ma che necessariamente nutre sempre di più l’esigenza di espandersi e crescere come un sistema capillare internazionale.

Nel mondo globalizzato come lo conosciamo oggi, anche gli aspetti relativi alla sicurezza e alla salute sul posto di lavoro devono essere portati all’attenzione di una platea più vasta, su tavoli di discussione più ampi. Questo non soltanto consentirebbe di confrontarsi e dialogare per cercare soluzioni migliori e innovative, ma aiuterebbe anche l’esportazione della cultura della sicurezza in quei Paesi in via di sviluppo in cui la work safety è ancora vista come un lusso, un privilegio e per questo è spesso vittima dei tagli di bilancio.

Il Segretario Generale dell’Associazione Internazionale della Sicurezza Sociale (ISSA) Hans-Horst Konowlesky ha a tal proposito sottolineato che "La carenza degli standard minimi di prevenzione e protezione che si registra in taluni Paesi non può semplicemente essere interpretata come una ingerenza dai paesi industrializzati". Anzi, Konolewsky ha insistito ripetutamente su quella che ha chiamato la social responsibility delle imprese situate nei Paesi più avanzati. "È necessario un approccio olistico, una nuova filosofia di prevenzione", ha dichiarato Kowalesky, "che sia in grado di spostare il fulcro della discussione dalla sicurezza dei lavoratori al benessere dei dipendenti, che sono esseri umani prima che forza lavoro".

Investire sulla sicurezza del posto di lavoro, tra l’altro, ha un elevato rate of return, ovvero comporta benefici economici e produttivi all’azienda, primo fra tutti il recupero dei giorni lavorativi persi.

Durante la manifestazione, ISSA si è formalmente presa l’incarico di fare da pioniere, impegnandosi su più fronti a partire dall’informazione e dalla divulgazione, ma passando anche per l’appello mirato ai governi politici e per la formazione del personale, che è forse l’aspetto più importante per diffondere la cultura della sicurezza e del benessere sul posto di lavoro.

E proprio il benessere, inteso come condizione psicofisica ottimale del lavoratore al fine di svolgere nelle migliori condizioni le proprie attività, è stato uno degli argomenti caldi di questo XX Congresso. A tal proposito è stato lanciato il sito Healthy Work Places, un portale dedicato allo stress lavoro correlato in cui trovare informazioni, consigli utili e buone prassi per prevenirlo o ridurlo. Il progetto cavalca una recente ricerca condotta dall’International Labour Organization (ILO), che si è preoccupata di studiare le differenze di entità dei rischi psicosociali sulla salute mentale dei lavoratori tra i paesi in via di sviluppo e quelli pienamente sviluppati. I risultati hanno dimostrato, nonostante la scarsità di informazioni relative ai pesi in via di sviluppo, un progressivo e generale aumento dell’interessamento per queste tematiche.

Nei Paesi meno sviluppati, però, l’approccio legislativo e politico è ancora troppo frammentato. È per questo che, come sottolineato da Kowalewsky, si rende necessario un approccio globale che tenga in considerazione l’importanza dell’istruzione scolastica, pensando magari di formare gli insegnanti stessi in materia di sicurezza e salute sul lavoro perché siano in grado di educare i futuri datori di lavoro e dipendenti al benessere sul posto di lavoro. Il benessere, l’educazione, l’istruzione.

La sustainable prevention sembra essere la nuova frontiera della sicurezza sul lavoro, sicuramente sarà il nodo focale del XXI Congresso, che si terrà a Singapore. Nella speranza che oltre agli operatori di settore, agli ospiti, ai nomi altisonanti, possa essere dato uno spazio anche alla voce dei lavoratori dipendenti.