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RSPP E LAVORATORI, NOVITA' IN MATERIA DI FORMAZIONE
2015-03-19

RSPP E LAVORATORI, NOVITA' IN MATERIA DI FORMAZIONE

Intervista a Donato Lombardo, rappresentante della Commissione di Coordinamento Tecnico delle Regioni

"In un’intervista rilasciata al quotidiano web di settore PuntoSicuro, Donato Lombardo (del Coordinamento Tecnico delle Regioni) ha parlato delle future novità in materia di formazione alla sicurezze sul lavoro. A partire da una possibile riclassificazione dei rischi in due livelli."

Sembra siano giunti alla realizzazione di una prima bozza definitiva, dopo un lungo confronto, il Ministero del Lavoro e il Gruppo Tecnico del Coordinamento Interregionale. L’accordo prevede modifiche alla formazione degli RSPP e ASPP – regolata dell’Accordo del 26 gennaio 2006 – che affondano le radici nei numerosi decreti che si sono succeduti – in particolare la Legge n.98/2013Decreto del fare” - e nelle novità introdotte dal Jobs Act.

È quanto ha lasciato intendere Donato Lombardo, rappresentante del Gruppo di Coordinamento Tecnico delle Regioni, che si dice entusiasta del lavoro svolto, specialmente perché nel nuovo accordo si torna a parlare della possibilità di introdurre una nuova classificazione a due livelli dei rischi. Un’eventualità già contenuta nel Decreto del Fare – nota come "Decreto Rischi Bassi "– ma mai attuata, che rispecchia totalmente la volontà di semplificare e migliorare il sistema di gestione della Salute e della Sicurezza sul Lavoro. Il Decreto individuerebbe i settori di attività a basso rischio infortunio e malattie professionali e le distinguerebbe da quelle a rischio non-basso. Comportando interessanti conseguenze anche per la formazione.

E proprio la Formazione ha subito un numero significativo di cambiamenti, a quanto dice Lombardo. Variazioni che non hanno solo a che vedere – come già annunciato – con l’addestramento delle figure di RSPP e ASPP, ma anche con la disciplina dei crediti formativi e l’applicazione dell’apprendimento e-learning a più contesti formativi. Ma andiamo con ordine.

Per ciò che riguarda i RSPP e ASPP la principale novità è sicuramente l’ideazione di un unico percorso formativo comune a tutti i settori. È presumibile resti la divisione del corso in tre moduli distinti: MODULO A (giuridico e normativo) di 28 ore; MODULO B (tecnico) di 48 ore; MODULO C (gestionale) di 24 ore. Le modifiche verranno apportate ai contenuti per un adeguamento mirato al mutato quadro normativo e all’abolizione della distinzione dei nove macrosettori. Al massimo l’accordo potrebbe prevedere quattro moduli specialistici di integrazione (Agricoltura e Pesca; Cave e Costruzioni; Petrolchimico; Sanitario) qualora le aziende presentassero particolari caratteristiche tecniche e/o di rischio.

Inoltre, il MODULO A del corso di formazione per RSPP potrà essere erogato e fruito in e-learning, così come anche il modulo giuridico e l’aggiornamento del corso per i Coordinatori di Cantiere e la Formazione Specifica a tutti i lavoratori di aziende inquadrate come rischio basso. È evidente che perché questo avvenga e soprattutto sia funzionale, è necessario un adeguamento a standard internazionali che misurino la qualità del metodo formativo e diano indicazioni in merito alla verifica dell’apprendimento.

Nel discorso sulla formazione rientrano però anche le altre due questioni a cui abbiamo accennato, che secondo Lombardo sono indispensabili ai fini della semplificazione e del miglioramento del sistema SSL italiano. Da un lato il riconoscimento dei crediti formativi nel caso di equivalenza dei percorsi formativi, che garantirebbe il principio di non ripetitività degli argomenti e delle lezioni cui già si è partecipato. Dall’altro, nuovi requisiti per i docenti formatori, le cui idoneità saranno regolamentate dal Decreto 6/3/2013 per tutta la formazione non diversamente normata – come invece è per gli addestratori all’utilizzo delle macchine da lavoro, la cui preparazione è gestita dall’apposito accordo.

Il rappresentante del Coordinamento Tecnico Interregionale si dice fiducioso rispetto alle modifiche ipotizzate e su cui si è trovato l’accordo e auspica la loro realizzazione in tempi brevi. Puntando soprattutto sulla concretizzazione della classificazione dei rischi a due livelli, una soluzione che potrebbe risolvere numerosi aspetti ambigui o poco chiari della legislazione italiana su SSL.